UN PO DI STORIA LOCALE – IL TEMPIO DELL’INCORONATA

inc 3Il Tempio Civico della Beata Vergine Incoronata, noto anche con il nome di santuario dell’Incoronata, è un luogo di culto cattolico situato a Lodi.

La chiesa, impreziosita da notevoli opere d’arte, è riconosciuta come uno dei massimi capolavori del Rinascimento lombardo e rappresenta il monumento più prestigioso della città.

La denominazione di “tempio civico” è dovuta al fatto che la proprietà dell’edificio è sempre stata appannaggio del comune – e non della diocesi – fin dal momento della sua costruzione, promossa dalla cittadinanza e dalle autorità laiche di Lodi.

Al giorno d’oggi, il tempio è un’importante attrazione turistica insieme all’adiacente Museo del tesoro dell’Incoronata.

La chiesa deve le sue origini ad alcuni avvenimenti – ritenuti prodigiosi dai fedeli lodigiani – che avrebbero avuto luogo nella seconda metà del XV secolo, periodo di massimo splendore artistico e culturale della città.

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Nel punto in cui sarebbe poi sorto il tempio, in contrada Lomellini (l’attuale via Incoronata), si trovava una taverna frequentata da prostitute, sul cui muro esterno campeggiava un affresco trecentesco raffigurante Maria Incoronata e Gesù Bambino. Il 7 ottobre 1487, quando l’immagine sacra – secondo le testimonianze di molti cittadini – cominciò a lacrimare e a compiere fatti miracolosi, i fedeli invocarono la costruzione di una chiesa dedicata al culto mariano. Le autorità municipali e gli esponenti delle famiglie più illustri della città appoggiarono l’iniziativa, incaricando del progetto l’architetto lodigiano Giovanni Battagio, allievo del Bramante. Anche il vescovo Carlo Pallavicino intervenne per dare impulso alla raccolta dei fondi necessari all’edificazione del tempio.

L’altare maggiore custodisce l’affresco a cui si devono le origini del tempio.

La prima pietra dell’edificio – su cui era impresso lo stemma di Lodi – fu posta il 29 maggio 1488. Battagio guidò la fabbrica per un anno, cedendo poi il compito all’architetto luganese Gian Giacomo Dolcebuono, sotto la cui direzione i lavori proseguirono sino al 1493. L’effigie di Maria incoronata fu trasferita all’interno della chiesa, sull’altare maggiore.

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Per espressa volontà del vescovo Pallavicino, l’edificio rimase sempre di proprietà del comune, che ne aveva sostenuto la costruzione: per tale ragione, all’interno del tempio si trovano alcune rappresentazioni artistiche dello scudo araldico municipale. L’amministrazione finanziaria della chiesa fu demandata dapprima ad un collegio di funzionari nobili, a cui subentrarono poi il Monte di Pietà (che aveva sede nel palazzo adiacente al tempio) ed infine il medesimo comune di Lodi.

Nel corso dei secoli, numerosi cittadini lodigiani contribuirono al sostentamento della chiesa; i loro ritratti sono oggi raccolti nella cosiddetta Galleria dei benefattori, ospitata in un locale accessibile dalla sagrestia.

Nel 1988 – in occasione del 500º anniversario dell’edificazione del tempio – fu inaugurato il Museo del tesoro dell’Incoronata, una collezione di oggetti legati alla storia del luogo di culto.

Come prescritto dal diritto canonico per le chiese che non appartengono all’amministrazione ecclesiastica, l’attività liturgica del Tempio dell’Incoronata è affidata ad un rettore nominato dal vescovo di Lodi. L’edificio è riconosciuto quale monumento nazionale italiano.