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Il Gerundo e le sue Storie

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Spettacolo di musica e teatro del cantautore cremasco Gianluca Gennari:

Il 22 marzo 1970, Genàr, un giovane mungitore cremasco si sposa con Tugnèta, una ragazza tutta “acqua e sapone” del Basso Lodigiano. La giovane, orgogliosa di aver trovato un grande lavoratore, era però ignara che il marito negli anni le avrebbe dato tante preoccupazioni dovute ai piccoli vizietti che, nonostante le virtù, aveva.

Per esempio, nei pomeriggi finito il lavoro, per Genàr c’era sempre una tappa fissa, quella all’osteria…

Quante volte, Tugnèta, a tarda sera andava a recuperare il marito al bar… Del resto, in quegli anni, le osterie, erano luoghi di aggregazione; lo dimostra il fatto che l’unico televisore del paese lo si poteva trovare solo lì.

Su una cosa la giovane sposa non scendeva a compromessi: la partecipazione dell’intera famiglia alla vita religiosa. Quindi, il marito sempre presente alle funzioni, soprattutto quella domenicale e i figli sempre in veste di chierichetti e senza un’assenza alla dottrina.

Altra sua peculiarità era la loro cura ed educazione, qualità che la rendeva indispensabile per il nucleo famigliare; teneva pure il portafogli anche se il capofamiglia, all’apparenza, era sempre Genàr.

Era sempre lei d’estate che usciva a richiamarli per farli rincasare dopo che avevano passato intere giornate nelle corti con gli amici a giocare a nascondino. Allora, i maschietti, scoprivano così di essere diversi dalle femminucce e proprio in quelle situazioni partivano i primi bacetti maliziosi.

Crescendo, i ragazzi, si approcciavano con le ragazze dello stesso paese o di quelli limitrofi. Certo, prima, anche se un po’ forzatamente, le persone erano molto legate alla vita della propria comunità e la famiglia Genàr ne era un esempio tangibile. Anche la vita dei campi è un’altra dimostrazione che prima uomini e donne facevano lavori più duri e, pensate un po’, riuscivano pure a fare tanti figli…

Altro momento di aggregazione erano i giorni di festa e i Genàr li condividevano con famiglia e amici. Tugnèta, infatti, organizzava con largo anticipo il giorno della sagra: l’intera settimana che la precedeva era destinata alla preparazione dell’abbondante pranzo offerto a tutti gli invitati e il mungitore non poteva sbagliare norcino perché se il salame non era buono rischiava il mattarello della moglie sulla testa. Un pranzo molto abbondante; cosa assai rara per quell’epoca dato che la regola era non sprecare niente di quello che si era guadagnato con tanta fatica e sudore.

In più di quarant’anni di vita coniugale, i due senza accorgersi, si trovano catapultati in un mondo che non conoscono più. Frenesia, tecnologia, emancipazione e tanti altri ingredienti negativi prevalgono sui veri valori che, fino a qualche decennio fa, per millenni ci sono stati tramandati.

Ecco perché, per qualche attimo, fermano il tempo e, seduti su di una panchina, riflettono su ciò che era e ciò che è…

Gli attori:
Gènar: Gianluca Gennari

Tugnèta: Federica Spelta

I Musicisti:
Pianoforte, tastiere e fisarmonica Roberto Nassini; batteria Andrea Cremonesi; percussioni, cori e chitarra acustica Pietro Nazzari; basso Gianni Grecchi; chitarre, ukulele e cori Gianni Lunati; chitarre e cori Davide Dabusti; voce Gianluca Gennari.

Regia: Egidio Lunghi – Riprese: Giuseppe Rocca, Giuseppe Rossi, Andrea Cremonesi.
Montaggio Video: Lorenzo Lunghi – Fotografia: Giuseppe Rocca, Andrea Cremonesi, Anna Barbati Biondo.

Sabrina e Carla Pezzi: scenografie, organizzazione e gestione tecnica dell’intero spettacolo.